TREVINANO
I
II
III
IV
V

619 m · dove Lazio, Umbria e Toscana si toccano

Come
sopravvivere
a Trevinano

Manuale non ufficiale per chi arriva, resta e ritorna.

"Trevinano sta in alto e vedi a 360 gradi… vedi in lontananza il Monte Amiata, il Monte Cetona e Radicofani… e sai che oltre c'è il mare." — una voce di Trevinano
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Prima di tutto

Le 7 regole

01Non avere fretta.
02Se qualcuno ti racconta una storia, ascoltala fino alla fine.
03Non chiedere solo "cosa c'è da vedere?" Chiedi "cosa devo sapere?"
04Mangia qualcosa che non avresti ordinato.
05Fatti raccontare una festa.
06Chiedi cosa c'era qui prima.
07Torna nello stesso posto due volte.

Capitolo I

Prima di arrivare

Preparati

Trevinano si trova nel punto esatto in cui si incontrano tre regioni. Non è un dettaglio da cartina: è il motivo per cui, arrivando, ti sembrerà di essere già altrove — un dialetto che scivola dal toscano all'umbro senza mai forzare l'accento, un paesaggio che da un lato è tutto bosco e dall'altro tutto colline.

"Da ragazzo partivo da Trevinano in camicia, e ad Acquapendente serviva la giacca pesante."

Sul clima — un abitante

Il paese "galleggia" sopra le nebbie mattutine. Porta scarpe buone: La Balza ti farà venire voglia di camminare fino al bordo. E porta tempo — è la cosa che qui vale di più.

Regola n. 01

Non avere fretta.

Capitolo II

Quando arrivi

Orientati

Il paese arroccato si stringe intorno al Castello Boncompagni Ludovisi. Da lì, tutto il resto si irradia: i vicoli, Porta San Lorenzo — la via ricordata come la più viva e popolata — e più giù, il Crociale.

"Dicevano che il Crociale era un luogo di ritrovo delle streghe… che raccontavano facevano il fuoco e poi ballavano intorno a questo."

Sul Crociale — leggenda locale

Da lì partiva anche l'Omo Marano, l'uomo-lupo delle notti di luna piena. Non serve crederci: basta sapere che ogni incrocio, qui, ha una storia che lo riguarda.

Regola n. 06

Chiedi cosa c'era qui prima.

Capitolo III

Quando incontri qualcuno

Ascolta

A Trevinano le persone non si raccontano con un curriculum, ma con un soprannome e un aneddoto. Sono le piccole leggende che si tramandano in paese, di generazione in generazione — al bar, durante una veglia, o semplicemente passando davanti a una bottega che non c'è più.

Leggenda di paese

Ascanio, il fabbro

Porta San Lorenzo

Gli piaceva bere, ma aveva una moglie severa. Così "affittava" i bambini del paese perché battessero il martello sull'incudine al posto suo — la moglie sentiva il rumore e pensava fosse a lavoro.

Leggenda di paese

Caròla, la sarta itinerante

In viaggio tra i poderi

Portava la macchina da cucire in testa e girava tutti i poderi di Trevinano, fintanto che non aveva finito un vestito. Tornava a casa con una forma di formaggio, una bottiglia d'olio — raramente con dei soldi.

Leggenda di paese

Genesio, il fornaio

Il forno del paese

Il nipote Anelio consegnava il pane in Vespa, perdendo talvolta parte del carico per strada. Il profumo del pane di Genesio è ancora, per chi lo ricorda, uno degli odori di Trevinano.

"Pullulava di vita, in tutti i sensi… di odori, di sapori, di rumori quelli buoni delle varie attività. Il martello del fabbro, l'odore del pane di Genesio, il profumo della salatura, l'odore delle cantine…"

Come era Trevinano cinquant'anni fa

Regola n. 02

Se qualcuno ti racconta una storia, ascoltala fino alla fine.

Capitolo IV

Quando hai fame

Mangia

La cucina trevinanese è contadina, di confine — toscana, laziale, umbra insieme. Non chiedere il menù turistico: chiedi cosa si mangiava per le feste.

Pici all'aglione

Fatti in casa, come le tagliatelle — la base di molti piatti trevinanesi.

Cinghiale in agrodolce

Carne in umido, "a bujone", dal bosco alla tavola.

Zuppa inglese

Il dolce delle grandi occasioni, ancora oggi nei ristoranti del paese.

Panetta

Pane all'anice preparato per Sant'Antonio, il 17 gennaio.

Biscotto di San Lorenzo

All'anice, si consuma il 10 agosto per la festa del patrono.

Vermouth casalingo

Preparato dalle donne per festeggiare i traguardi della trebbiatura.

Dal 2006, la Sagra della Rosticciana trasforma via Porta San Lorenzo in un'unica, lunghissima tavolata.

Se ci sei in agosto

Regola n. 04

Mangia qualcosa che non avresti ordinato.

Capitolo V

Prima di andare via

Lascia qualcosa

Trevinano oggi porta i segni delle partenze, dei campi lasciati a riposo. Ma tra chi resta sopravvive l'idea di un paese come spazio condiviso — non nostalgia, ma un desiderio ancora aperto.

"Mano a mano che il paese si restringe, il legame tra le persone si perde."

Una voce di Trevinano, sul presente

Tra le idee per il futuro c'è il frutteto della memoria: un luogo dove far tornare le varietà antiche di alberi da frutto, intrecciando racconto e coltura. Un modo per dire che qui la memoria non è un museo — è qualcosa che si continua a piantare.

Regola n. 07 — Torna nello stesso posto due volte.

Lascia un pensiero

Per chi arriverà dopo di te — un ricordo, un consiglio, un grazie.